Nov 09 2007
Marketing allo IAB FORUM 2007
Partecipare allo IAB Forum (Interactive Advertising Bureau) è sempre qualcosa di straordinario…
idee, suggerimenti, passato e futuro, persone, sguardi, immagini, video, movimento, creatività, arte, nuovo e vecchio, una mescolanza davvero stimolante. Un mix di idee, ed oggi mi piace focalizzarmi su una di esse, l’intervista a David Weinberger, nella vita ha fatto tanti mestieri, dall’autore cinematografico (ha collaborato con Woody Allen) fino alla sua attuale attività di professore ad Harvard, allo IAB domina il palco e si presenta con il suo slogan: Everything is Miscellaneous, The Power of the New Digital Disorder.
Dall’intervista fatta a David da Roberto Bonzio, giornalista di Reuters, (e ripresa da Blogosfere) si puo’ capire che, se Internet ha un potere è proprio quello di rivoluzionare la comunicazione pubblicitaria. Tutto a vantaggio del consumatore che non è più soltanto passivo ricettore di un messaggio preconfezionato ed attraente, ma che si fa ricercatore attivo di informazioni, diventa attore e lettore delle conversazioni online, perché? Semplicemente perché è connesso alla rete a “tempo pieno”. Come afferma Bonzio nel suo articolo: “Le aziende devono imparare in fretta a comunicare in modo diverso. Puntando sulla reputazione, che a differenza di un marchio, non si costruisce a suon di spot e milioni ma bisogna guadagnarsela.”
Come guadagnarsi allora la fiducia del cliente?
David Weinberger nella sua intervista afferma:
“Non abbiamo idea di come esattamente le aziende potranno entrare al meglio in queste conversazioni… A mio giudizio, le aziende faranno la cosa giusta ammettendo il fatto basilare della loro umanità. E cioè che non sono perfette, sono molto umane, hanno motivi di interesse e devono affrontare il consumatori su questa base…”
e dire…
“Siamo quest’azienda, questo è quel che crediamo, questi sono i nostri prodotti, sappiamo che ad alcuni non piacciono… ecco quel che facciamo… molto diretto. Non nascondere chi si è, fingere che tutti siano contenti. Questo siamo e di questo siamo orgogliosi.
Molto diretto, immediato.
Molto interessante. ”
Interessante davvero! ![]()

Condivido tutto e sono perfettamente consapevole che il web 2.0 è una grande opportunità per tutti: per i clienti che diventano soggetti attivi e per le aziende che possono trarne importanti feedback per migliorare i propri prodotti/servizi offerti!
Penso anche che l’entusiasmo per il web 2.0 stia portando, in questo momento, un bel po’ di contenuti spazzatura, giusto perchè è una “novità”: basta guardare il TG che da spazio a un deficiente videoripreso in bici all’interno di una scuola o a un fenomeno da circo che beve una lattina di coca cola aspirandola dal naso e Libero lo mette pure in home page! Oppure penso ai numerosissimi blog insulsi e vuoti che spuntano come funghi, ma va bene, perchè, come dico sempre, il web non è un mondo irreale, ma è il perfetto specchio della realtà, in cui è giusto e importante che ognuno abbia la possibilità di esprimersi come vuole e come può!
Quello che dico alle aziende è che non si limitino, col web 2.0, ad assecondare solamente (ricalcare) il pubblico, ma di prendersi qualche rischio e cercare di “guidarlo”, cioè di dare degli imput di qualità nuovi che possano offrire a tutti la possibilità di crescere qualitativamente. Perchè, quando qualcuno (persona/azienda)si inventa qualcosa e ha il coraggio di proporlo al pubblico, guida/porta ad un cambiamento. Ovvio che il successo o meno di questo cambiamento sarà decretato dal pubblico e sempre più velocemente, grazie agli strumenti del web 2.0.
Quello che voglio dire è che il web 2.0 è senz’altro a vantaggio di aziende e pubblico, poichè si comunica in maniera interattiva, ma la responsabilità della leadership resta sempre a coloro che sono in grado di assumersela, gli altri seguono, aiutando con i propri preziosi feedback!
Se ci pensiamo bene, anche in questo caso, il web non è altro che lo specchio del mondo reale, perchè il processo appena descritto è la realtà di tutti i giorni, espressa dalla nostra società: pensate ad un gruppo di amici, ad un gruppo di lavoro, ad una nazione!
Argomento di grandissimo interesse! Sono molto d’accordo con Luca sulla “responsabilità” (e convenienza) delle Aziende di assumere una certa leadership, e tracciare strade di sviluppo del rapporto con la Clientela.
Mi domando, però, se la interattività Cliente/Azienda sia davvero utile per tutte le Aziende nella stessa forma. Un conto è “stare sotto gli occhi del pubblico” con continue presenze sui media, altro conto è impostare il rapporto uno-ad-uno, per Aziende che sono ancora in crescita e che non possono permettersi certi budget di comunicazione.
Giampiero Minelli