Archive for Dicembre, 2007

Dic 18 2007

Telelavoro: come siamo messi e qualche consiglio per chi lo fa!

Pubblicato da Riccardo Vettore per Formazione, Lavoro

Il telelavoro é un termine che qualche anno fa andava molto di moda. Ed ora? Ora se ne parla molto meno.

Prima di esplorare questo interessante mondo forse é meglio spendere due parole su che cosa é il telelavoro. Mi sono accorto, infatti, che la visione collettiva di questo “strumento” é spesso vista in modo quantomeno riduttivo.

Spesso il telelavoro viene visto semplicemente come il modo per ridurre l’esigenza di recarsi quotidianamente in ufficio con il vantaggio di risparmiare del tempo e del denaro. Ma non é solo questo.

Intanto facciamo un po’ di chiarezza sui tipi di telelavoro che esistono, visto che ne esistono ben sei!

  • Telelavoro domiciliare dove il lavoratore opera da casa, e si interfaccia con l’azienda per mezzo di PC, fax o altri strumenti. Il PC può essere connesso stabilmente alla rete aziendale, oppure vi si può collegare solo per la ricezione e l’invio del lavoro.
  • Telelavoro da “centro satellite” dove la prestazione è resa in una filiale appositamente creata dall’azienda . Tale particolare filiale si distingue dalla semplice filiale aziendale per il fatto che, mentre quest’ultima nasce per rispondere alle esigenze dei clienti che abitano in un determinato territorio, il centro satellite nasce per rispondere, in teoria, a tutti, data la possibilità di collegamenti attraverso l’uso del computer.
  • Telelavoro mobile dove la prestazione si svolge per mezzo di un PC portatile e di altri strumenti mobili (cellulari, palmari, ecc.). Si tratta di modalità diffusa principalmente tra lavoratori autonomi o a progetto.
  • Telelavoro da telecentri o telecottages dove il telelavoro è svolto in appositi centri creati per lo scopo da un consorzio di aziende, da una azienda singola od anche da enti pubblici.
  • Remotizzazione dove il telelavoro è svolto da più persone che si trovano in luoghi diversi, ma che sono collegate tra loro.
  • Sistema diffuso d’azienda: in pratica, con tale termine si suole indicare una azienda virtuale, vale a dire un’azienda esistente solo in rete.

 

Ovviamente ci sono lavori che si prestano al telelavoro mentre altri per i quali il telelavoro é una formula impraticabile e qui si parla della prima categoria :-)

L’idea di lavorare da casa attira moltissime persone ed il desiderio supererebbe anche altri tipi di vantaggi quali l’asilo nido in azienda come dice un sondaggio americano. Inoltre uno studio specifico mostra come il telelavoro ha effetti positivi sia sulla produttività personale del lavoratore quanto sulla qualità di vita.

Se il telelavoro offre tali vantaggi sia per il dipendente che per il datore di lavoro perché in Italia (principalmente) e negli altri paesi non prende piede come si pensava/sperava?

Lavoratore e datore di lavoro si spartiscono le colpe. Da una parte c’è un problema culturale dove dirigenti e manager non hanno la giusta fiducia verso i telelavoratori e credono, nonostante i dati alla mano, che non lavorino o lavorino poco. L’abitudine di “controllare” direttamente il dipendente perché esso lavori é ancora radicata in molti. Dall’altra parte il telelavoratore deve avere una considerevole capacità di organizzazione personale. Capacità che, purtroppo, non tutti hanno. Soprattutto chi é abituato a lavorare in ufficio con orari specifici e con il “capo” che ti controlla costantemente.

Riflettendo sui vantaggi e svantaggi del telelavoro e sulle qualità che il telelavoratore deve avere penso ai Consulenti di Evolution Travel.

Anche loro, come i telelavoratori, spesso svolgono a casa la loro attività e si scontrano con la necessità dell’autodisciplina. Autodisciplina che vuole da una parte l’imporsi di regole che permettono di limitare le distrazioni ma anche di non lavorare 24 ore su 24. Il telelavoro deve migliorare la qualità della vita e non peggiorarla!

 

Il Consulente e tutti i telelavoratori dovrebbero farsi alcune domande ed avere sempre ben chiare le relative risposte:

  • Per quale motivo lavorano da casa. Che motivazioni hanno alla base? Quali esigenze soddisfano in questo modo?
  • Quali qualità servono per lavorare da casa? Quali abilità hanno o quali non hanno e devono lavorare per coltivare?
  • Quali comportamenti sono utili e quali non sono utili? C’è chi tutte le mattine esce a fare colazione in bar prima di rientrare a casa e mettersi davanti alla scrivania.
  • Quale ambiente é più produttivo? come deve essere la stanza dove si lavora? Quale luce? Quale musica? Quali colori?
  • Quali distrazioni vanno evitate e quali ci si può concedere?

 

Infine i Consulenti di Evolution Travel hanno un plus aggiuntivo. Fanno parte di un Network e tramite il Web sono in contatto tra di loro. Si aiutano e si sostengono a volte, semplicemente con un saluto. Anche in queste “chat” é fondamentale l’autoregolamentazione ma i benefici sono indubbi. Quindi, trovate qualcuno con cui potervi relazionare e non isolatevi e non alienatevi soli nella vostra stanza.

 

Chi ha consigli da dare ai telelavoratori? :-)

Una risposta

Dic 13 2007

Uno sguardo dall’esterno…

E’ da un po’ di tempo che desidero scrivere questo post e per un motivo o per un altro non sono mai riuscita a trovare il tempo per farlo.
Per chi mi conosce sa che il motivo principale di questa procrastinazione è la nascita di mio figlio, che mi ha completamente irretito in un meraviglioso flusso di nuove sensazioni e nuove attività quotidiane :)
Per i promotori che invece sono entrati a far parte di Et di recente mi presento: mi chiamo guendalina vigorelli, sono responsabile dell’area marketing e sono in maternità da circa 6 mesi.

Come dicevo è un po’ che mi frulla per la testa il contenuto di questo post ed ora, in un momento in cui la casa è immersa nel silenzio del sonnellino pomeridiano, eccomi qui, davanti al mio amato computer a scrivere e condividere con voi un po’ di pensieri.

Dopo quattro anni di intenso e appassionato lavoro dentro Et, da circa sei mesi ho assunto una posizione di “sguardo esterno” che non mi era mai stato possibile prima e che mi ha rivelato quanto l’azienda per cui tutti noi lavoriamo cresca con grande ENERGIA e VELOCITA’ dimostrando un’inarrestabile CURIOSITA’ verso tutto ciò che di nuovo si può scoprire e inventare, tanto che diventa quasi difficile stare dietro alle novità che di settimana in settimana vengono annunciate: nascono portali, si formano nuovi gruppi di promotori, vengono messi a punto nuovi software, cresce e si amplia la formazione, vengono messi online nuovi prodotti, si rinnova l’immagine aziendale, si “umanizza” sempre di più l’interfaccia con i nostri utenti/clienti grazie ai video, alle interviste, ai road show…

Insomma senza dilungarsi in liste che potrebbero essere kilometriche, quello che voglio dire è che questa VIVACITA’ DI PENSIERO E AZIONE non solo mi rende orgogliosa di far parte di Et ma penso sia il motivo del successo di questa azienda sempre alla ricerca di nuove soluzioni da offrire sia ai propri clienti sia a chi ci lavora.
Di recente leggevo in un libro sulla creatività e l’innovazione che il successo è in relazione al grado di flessibilità che si mette in atto in risposta alla complessità del sistema in cui si opera. Rinnovare e cambiare le proprie strategie è importante! Sia quando le cose non funzionano ma anche, ed è ancor più difficle, quando le cose funzionano, perchè potrebbero sempre funzionare meglio :)

Il sistema in cui operiamo è sempre più dinamico e mutevole e per vivere e operare al suo interno è necessario coglierne tutte le indicazioni e gli input che ci arrivano dalle persone, dallo sviluppo della tecnologia, dall’evolversi della cultura, ed elaborarle continuamente per proporci al nostro pubblico secondo ciò di cui ha veramente bisogno, ciò che desidera e chiede in maniera più o meno esplicita. Essere flessibili significa essere disposti a cambiare in risposta a un input, uno stimolo, un suggerimento, una suggestione, un’intuizione…

Penso che Et viva di questa FLESSIBILITA’ mettendo sempre in gioco le proprie risorse e sempre rinnovandole, coltivando quelle esistenti e arricchendosi di nuove (basti pensare alle nuove energie che entrano a far parte del network ogni mese arricchendolo di sapere, entusiasmo, proposte, progetti…), dimostrando grande CREATIVITA’ e DINAMISMO. Due qualità fondamentali per la buona riuscita di un progetto aziendale.

Cambiare prospettiva fa sempre bene perchè ci permette di vedere le cose da altri punti di vista e ci dà la possibilità di scoprire le altre facce della realtà ceh viviamo ogni giorno. Per me osservare l’azienda dall’esterno ha significato valutarne ancor meglio le caratteristiche e il valore e penso che per un promotore la stessa cosa potrebbe succedere se si mettesse ad osservare il tutto dall’interno, dalla sede. Molti promotori già lo fanno e per chi ancora non l’avesse fatto consiglio di tanto in tanto di farsi un giretto a Montegrotto per respirare un po’ l’aria della sede cambiando anche solo per un giorno la propria prospettiva. Così come è assolutamente proficuo il contrario, ovvero quando al sede si sposta nelle case dei promotori per condividerne l’operatività quotidiana e comprenderne meglio le esigenze e le migliorie possibili.

Quando lo sguardo cambia punto di vista ci regaliamo la possibilità di ARRICCHIRE LA NOSTRA VISIONE :)
a presto!
guendalina

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Dic 04 2007

Agente o consulente di viaggio?

Pubblicato da Vanna Masiero per Formazione, Lavoro

Con questo articolo parlo della figura dell’Agente di Viaggio o meglio della sua evoluzione in Consulente di Viaggio. Eh sì, perché, nell’era di Internet e del Web 2.0 sembra essere proprio questa la strada da perseguire da chi vuole interpretare nel modo giusto il suo ruolo nei prossimi anni.

Quando penso a questa figura di consulente, faccio qualche domanda agli operatori del settore, sia Agenti di Viaggio di agenzie tradizionali che ai nostri Promotori e chiedo: “…leggi molte riviste di settore?”. Alcuni mi rispondono di sì, altri invece che non ne hanno il tempo. Ok, allora chiedo “…consulti Internet leggendo siti o blog che parlano di turismo?” e la risposta è molto spesso “no, non ho mica tempo da perdere”. Di fronte a queste risposte mi sorge allora spontaneamente una considerazione; diventare “Consulenti di Viaggio” è una cosa sacrosanta e importante, che ci distingue dalla giungla di agenzie e network presenti sul mercato, ma che consulenza diamo al nostro cliente se non studiamo i cataloghi, se non leggiamo né riviste di settore né i siti specializzati in turismo?

E’ vero, è impossibile conoscere ogni destinazione e il tempo è poco per tutti, ed è vero anche che con la giusta organizzazione possiamo utilizzare al meglio le risorse e gli strumenti a nostra disposizione e magari compiere delle scelte come, per esempio, specializzarsi su una destinazione per volta. Sono convinta che abbiamo tra le mani una miniera d’oro che ci da la possibilità di diventare dei “Consulenti di Viaggio” con una marcia in più ed aprirci una strada nuova nel mondo del turismo. Grazie al web possiamo arricchire all’infinito le nostre conoscenze ed accrescere la nostra professionalità. E’ come fare un viaggio alla ricerca del sapere, fatto da chi ha scelto i viaggi come professione. ;-)

Questi sono alcuni siti che ritengo essere molto interessanti per il nostro settore:

http://www.traveledu.it/ La formazione per gli agenti di viaggio

http://www.turismo-attualita.it Settimanale di turismo, economia e spettacolo. Si trovano sempre degli articoli molto interessanti che parlano di destinazioni di viaggio.

Le riviste di settore:

http://www.ttgitalia.com

http://www.lagenziadiviaggi.it

http://www.guidaviaggi.it

http://www.travelnostop.com

E per finire non poteva mancare un blog:

http://www.travelblog.it

Buona lettura! E… vi aspetto numerosi con commenti e suggerimenti :-)

“La lettura è per la mente quel che l’esercizio è per il corpo.” (Joseph Addison)

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