Dic 18 2007
Telelavoro: come siamo messi e qualche consiglio per chi lo fa!
Il telelavoro é un termine che qualche anno fa andava molto di moda. Ed ora? Ora se ne parla molto meno.
Prima di esplorare questo interessante mondo forse é meglio spendere due parole su che cosa é il telelavoro. Mi sono accorto, infatti, che la visione collettiva di questo “strumento” é spesso vista in modo quantomeno riduttivo.
Spesso il telelavoro viene visto semplicemente come il modo per ridurre l’esigenza di recarsi quotidianamente in ufficio con il vantaggio di risparmiare del tempo e del denaro. Ma non é solo questo.
Intanto facciamo un po’ di chiarezza sui tipi di telelavoro che esistono, visto che ne esistono ben sei!
- Telelavoro domiciliare dove il lavoratore opera da casa, e si interfaccia con l’azienda per mezzo di PC, fax o altri strumenti. Il PC può essere connesso stabilmente alla rete aziendale, oppure vi si può collegare solo per la ricezione e l’invio del lavoro.
- Telelavoro da “centro satellite” dove la prestazione è resa in una filiale appositamente creata dall’azienda . Tale particolare filiale si distingue dalla semplice filiale aziendale per il fatto che, mentre quest’ultima nasce per rispondere alle esigenze dei clienti che abitano in un determinato territorio, il centro satellite nasce per rispondere, in teoria, a tutti, data la possibilità di collegamenti attraverso l’uso del computer.
- Telelavoro mobile dove la prestazione si svolge per mezzo di un PC portatile e di altri strumenti mobili (cellulari, palmari, ecc.). Si tratta di modalità diffusa principalmente tra lavoratori autonomi o a progetto.
- Telelavoro da telecentri o telecottages dove il telelavoro è svolto in appositi centri creati per lo scopo da un consorzio di aziende, da una azienda singola od anche da enti pubblici.
- Remotizzazione dove il telelavoro è svolto da più persone che si trovano in luoghi diversi, ma che sono collegate tra loro.
- Sistema diffuso d’azienda: in pratica, con tale termine si suole indicare una azienda virtuale, vale a dire un’azienda esistente solo in rete.
Ovviamente ci sono lavori che si prestano al telelavoro mentre altri per i quali il telelavoro é una formula impraticabile e qui si parla della prima categoria
L’idea di lavorare da casa attira moltissime persone ed il desiderio supererebbe anche altri tipi di vantaggi quali l’asilo nido in azienda come dice un sondaggio americano. Inoltre uno studio specifico mostra come il telelavoro ha effetti positivi sia sulla produttività personale del lavoratore quanto sulla qualità di vita.
Se il telelavoro offre tali vantaggi sia per il dipendente che per il datore di lavoro perché in Italia (principalmente) e negli altri paesi non prende piede come si pensava/sperava?
Lavoratore e datore di lavoro si spartiscono le colpe. Da una parte c’è un problema culturale dove dirigenti e manager non hanno la giusta fiducia verso i telelavoratori e credono, nonostante i dati alla mano, che non lavorino o lavorino poco. L’abitudine di “controllare” direttamente il dipendente perché esso lavori é ancora radicata in molti. Dall’altra parte il telelavoratore deve avere una considerevole capacità di organizzazione personale. Capacità che, purtroppo, non tutti hanno. Soprattutto chi é abituato a lavorare in ufficio con orari specifici e con il “capo” che ti controlla costantemente.
Riflettendo sui vantaggi e svantaggi del telelavoro e sulle qualità che il telelavoratore deve avere penso ai Consulenti di Evolution Travel.
Anche loro, come i telelavoratori, spesso svolgono a casa la loro attività e si scontrano con la necessità dell’autodisciplina. Autodisciplina che vuole da una parte l’imporsi di regole che permettono di limitare le distrazioni ma anche di non lavorare 24 ore su 24. Il telelavoro deve migliorare la qualità della vita e non peggiorarla!
Il Consulente e tutti i telelavoratori dovrebbero farsi alcune domande ed avere sempre ben chiare le relative risposte:
- Per quale motivo lavorano da casa. Che motivazioni hanno alla base? Quali esigenze soddisfano in questo modo?
- Quali qualità servono per lavorare da casa? Quali abilità hanno o quali non hanno e devono lavorare per coltivare?
- Quali comportamenti sono utili e quali non sono utili? C’è chi tutte le mattine esce a fare colazione in bar prima di rientrare a casa e mettersi davanti alla scrivania.
- Quale ambiente é più produttivo? come deve essere la stanza dove si lavora? Quale luce? Quale musica? Quali colori?
- Quali distrazioni vanno evitate e quali ci si può concedere?
Infine i Consulenti di Evolution Travel hanno un plus aggiuntivo. Fanno parte di un Network e tramite il Web sono in contatto tra di loro. Si aiutano e si sostengono a volte, semplicemente con un saluto. Anche in queste “chat” é fondamentale l’autoregolamentazione ma i benefici sono indubbi. Quindi, trovate qualcuno con cui potervi relazionare e non isolatevi e non alienatevi soli nella vostra stanza.
Chi ha consigli da dare ai telelavoratori?

Consigli? Si, concentrarsi sempre sullo scopo, su cosa darà ciò che si sta facendo, il resto, cioè il modo per raggiungerlo non sarà mai un problema. Nel Network ci sono Promotori piuttosto solitari, ma che ottengono ottimi risultai, oppure altri che socializzano moltissimo e ottengono gli stessi risultati.
Insomma ognuno è libero di trovare il modo che più gli piace e che più gli è utile per ottenere gli obiettivi che si è prefissato.
Per chi vuole socializzare, al fine di sviluppare al meglio la propria attività, suggerisco di leggersi questo articolo del mio blog http://www.lucabaldisserotto.com/?p=29