Lug 07 2008
Evolution Travel … Network?
Recentemente ho avuto l’occasione di seguire due eventi importanti. Il primo è un breve corso sul Social Networking che ho tenuto ad una decina di promotori Evolution Travel tramite una piattaforma e-learning. Il secondo un forum internazionale sull’Enterprise 2.0 a Varese assieme a Guendalina Vigorelli.
Forse è vero che le cose non accadono mai per caso, infatti il primo evento mi ha portato a riflettere assieme agli amici che mi hanno seguito durante il corso riguardo al concetto di “Evolution Travel Network”. Siamo o non siamo un network? Se non siamo un network cosa siamo?
Questa “riflessione condivisa” mi ha dato delle risposte importanti ma incomplete che solo grazie al Forum Internazionale sull’Enterprise 2.0 di Varese sono riuscito a completare.
Di certo non sufficiente un’etichetta per “esse”, questo è ovvio quantomeno per quando riguarda la sostanza se non l’apparenza. Se pensiamo alle community come evoluzione naturale dell’utilizzo dei mezzi di comunicazione di internet (chat, mail, forum, blog, etc) e pensiamo che i social network siano un’evoluzione delle community allora noi ci collochiamo ad una via di mezzo tra community e social network.
Quello che manca non è né la predisposizione né l’identità di sentirsi un network, quello che manca è qualcosa di più “semplice e banale”, mancano gli strumenti che permettano di sviluppare in modo semplice ed immediato le dinamiche caratteristiche dei social network che li rendono così importanti e vantaggiosi. (Quali sono queste dinamiche? Presto metterò on-line le slide preparate per il corso)
Cito un’affermazione fatta nel corso del Forum da Luis Suarez (Community Builder and Social Computing Evangelist in IBM) che è “In questa nuova era dell’informazione non è importante avere tutta la conoscenza ma è importante conoscere chi la conoscenza la possiede”.
Dobbiamo utilizzare quegli strumenti che ci permettono di sapere chi sa far bene le cose che ci servono, non dobbiamo saper far bene tutto; dobbiamo avere la possibilità di contattare chi “sa” ed avere degli strumenti collaborativi grazie ai quali tutti i partecipanti ad un progetto possono beneficiare della conoscenza di tutti per raggiungere il risultato migliore possibile.
Svelo in pubblica piazza che abbiamo un backoffice (è il classico segreto di Pulcinella che anni fa nessuno svelava), cioè un’area riservata accessibile solo con apposite credenziali d’accesso, che danno la possibilità di consultare procedure, documentazioni, modulistiche e molto altro. La sfida che vogliamo vincere in tempi brevi è quella di trasformare questo strumento in un social network coma ha fatto, per esempio, BTicino.
Basta col mettere in primo piano il contenuto (non che debba scomparire ovviamente) ma in primo piano ci devono essere le persone e quello che sanno fare, in primo piano ci dev’essere la possibilità di relazione tra le persone, di contattare l’amico dell’amico perché sa fare quella cosa che a me non viene bene affatto, di creare gruppi di discussione ed approfondimento, di trovare collaboratori per far nascere nuovi progetti, di stanze dove si può chiedere consigli ed approfondimenti agli esperti. Tutta la documentazione, poi, sarà molto più fruibile e, soprattutto, facilmente aggiornabile da tutti.
Probabilmente il nuovo backoffice sarà anche molte altre cose che nasceranno dagli input e dalle idee di tutti e tutti ne trarranno vantaggio.
Quel giorno molto vicino saremo un network al 100%

