Archive for the 'Lavoro' Category

Mag 13 2008

CoWorking, un esperimento interessante a Roma.

Di certo non potevo perdere l’occasione di andare a visitare gli uffici di 7thFloor nella mia trasferta romana della scorsa settimana. 7thFloor è un magazine cartaceo distribuito all’interno di numerose aziende italiane che offre nei suoi uffici una soluzione molto interessante di CoWorking già consolidata con successo in numerosi paesi europei, extra-europei e naturalmente negli Stati Uniti.
Alla domanda “Cos’é il Coworking” 7thFloor risponde nel suo sito così:

Un ufficio condiviso per nomadi professionali, creativi, indipendenti, scrittori o programmatori, umanisti o tecnologi. Quelli che lavorano anche e soprattutto davanti alla macchinetta del caffè o dentro i caffè a la bohemienne.

Il progetto è sicuramente interessante. Interessante tanto basta, almeno, per meritarsi un’intervista in diretta su Radio Capital ed un articolo nel settimanale D di Repubblica.

Ammetto quindi che la mia aspettativa era piuttosto alta quando ho preso il taxi verso “Via Lima 20″ nell’esclusivissima zona Parioli di Roma. Arrivato a destinazione gli eventi si sono svolti abbastanza velocemente e nel seguente ordine:
- Nessun indicazione a “7thFloor” nel campanello e nessuna risposta al numero fisso indicato nel sito
- Velocissima meditazione Zen per trovare la soluzione e non tornarsene indietro sconfitti su tutta la linea
- Ricerca nel sito di 7thFloor di altri recapiti telefonici (Internet nel cellulare salva la vita. Viva il futuro ed il web mobile!)
- Una serie di chiamate a persone (tutte in macchina) che mi danno gentilmente il numero di telefono di qualche collega/socio/amico…

Alla fine sono riuscito a scalare l’Olimpo e parlare direttamente con il Zeus di 7thFloor, Andrea Genovese, che mi da le istruzioni per accedere al campanello esatto e mi rassicura assicurandomi che nel giro di 10 minuti sarebbe arrivato.

Mi aspettavo di arrivare in un ambiente molto aperto (fisicamente), dove mi sarei seduto sul pavimento assieme al mio fedele portatile ed avrei condiviso idee con i presenti. Al contrario ho trovato una persona sola, Giorgia. Giorgia è l’unica coworker presente in quei giorni e mi ha molto gentilmente mostrato gli ambienti, la sala dati (nel ripostiglio), la macchinetta del caffé (rotta) e mi ha raccontato la sua esperienza. Anche se l’aspetto dell’ufficio non era come mi immaginavo sono sicuro che se in un ufficio sono presenti più persone come Giorgia allora le idee che muovono l’iniziativa funzionano sicuramente!
E’ stato piacevole ed interessante anche l’incontro con Andrea Genovese che mi ha confessato che questo progetto pilota ha avuto molto più risalto mediatico di quanto si aspettava e che sta valutando di spostare gli uffici in un ambiente più grande ed organizzato.

In conclusione l’esperienza è stata positiva o meno? Sicuramente positiva. Vi sono state sorprese, è vero, ma anche molte conferme. Le due più importanti sono che le persone sono il fulcro attorno al quale ruota “il tutto”; il successo dell’iniziativa infatti dipende da tante “Giorgia” che assieme condividono idee ed esperienze, ma il tutto parte da chi sa “vedere oltre” ed in modo non convenzionale come ha fatto Andrea Genovese.

In Evolution Travel c’è sicuramente chi sa “vedere oltre” ed in modo non convenzionale ma ci sono anche moltissimi promotori “Giorgia” che tramite le potenzialità del network riescono a mettere in campo sinergie fondamentali.
Già adesso ci sono in Evolution Travel diversi gruppi che sfruttano questa opportunità, mi domando se offrire al NetWork anche un luogo fisico dove accedere con lo spirito del CoWorking di 7thFloor sia un’opportunità in più.

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Feb 29 2008

JukeBox nell’Era di Internet

Pubblicato da Claudio Brenna per Internet, Lavoro

Per molte persone ascoltare della buona musica mette nello stato d’animo giusto per iniziare al meglio la giornata lavorativa e soprattutto, come sottofondo può aiutare ad essere più propositivi e creativi.

A tutti gli amanti della buona musica come me, consiglio vivamente http://www.deezer.com/ una web radio on demand, dove è possibile cercare la musica per titolo o autore e creare una propria playlist da ascoltare senza dover scaricare alcunchè :)

P.S. Per i fans di Giovanni Allevi segnalo anche il suo spaces dove è possibile ascoltare alcuni dei suoi brani più celebri: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=81112956

Buona musica a tutti ;)

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Dic 18 2007

Telelavoro: come siamo messi e qualche consiglio per chi lo fa!

Pubblicato da Riccardo Vettore per Formazione, Lavoro

Il telelavoro é un termine che qualche anno fa andava molto di moda. Ed ora? Ora se ne parla molto meno.

Prima di esplorare questo interessante mondo forse é meglio spendere due parole su che cosa é il telelavoro. Mi sono accorto, infatti, che la visione collettiva di questo “strumento” é spesso vista in modo quantomeno riduttivo.

Spesso il telelavoro viene visto semplicemente come il modo per ridurre l’esigenza di recarsi quotidianamente in ufficio con il vantaggio di risparmiare del tempo e del denaro. Ma non é solo questo.

Intanto facciamo un po’ di chiarezza sui tipi di telelavoro che esistono, visto che ne esistono ben sei!

  • Telelavoro domiciliare dove il lavoratore opera da casa, e si interfaccia con l’azienda per mezzo di PC, fax o altri strumenti. Il PC può essere connesso stabilmente alla rete aziendale, oppure vi si può collegare solo per la ricezione e l’invio del lavoro.
  • Telelavoro da “centro satellite” dove la prestazione è resa in una filiale appositamente creata dall’azienda . Tale particolare filiale si distingue dalla semplice filiale aziendale per il fatto che, mentre quest’ultima nasce per rispondere alle esigenze dei clienti che abitano in un determinato territorio, il centro satellite nasce per rispondere, in teoria, a tutti, data la possibilità di collegamenti attraverso l’uso del computer.
  • Telelavoro mobile dove la prestazione si svolge per mezzo di un PC portatile e di altri strumenti mobili (cellulari, palmari, ecc.). Si tratta di modalità diffusa principalmente tra lavoratori autonomi o a progetto.
  • Telelavoro da telecentri o telecottages dove il telelavoro è svolto in appositi centri creati per lo scopo da un consorzio di aziende, da una azienda singola od anche da enti pubblici.
  • Remotizzazione dove il telelavoro è svolto da più persone che si trovano in luoghi diversi, ma che sono collegate tra loro.
  • Sistema diffuso d’azienda: in pratica, con tale termine si suole indicare una azienda virtuale, vale a dire un’azienda esistente solo in rete.

 

Ovviamente ci sono lavori che si prestano al telelavoro mentre altri per i quali il telelavoro é una formula impraticabile e qui si parla della prima categoria :-)

L’idea di lavorare da casa attira moltissime persone ed il desiderio supererebbe anche altri tipi di vantaggi quali l’asilo nido in azienda come dice un sondaggio americano. Inoltre uno studio specifico mostra come il telelavoro ha effetti positivi sia sulla produttività personale del lavoratore quanto sulla qualità di vita.

Se il telelavoro offre tali vantaggi sia per il dipendente che per il datore di lavoro perché in Italia (principalmente) e negli altri paesi non prende piede come si pensava/sperava?

Lavoratore e datore di lavoro si spartiscono le colpe. Da una parte c’è un problema culturale dove dirigenti e manager non hanno la giusta fiducia verso i telelavoratori e credono, nonostante i dati alla mano, che non lavorino o lavorino poco. L’abitudine di “controllare” direttamente il dipendente perché esso lavori é ancora radicata in molti. Dall’altra parte il telelavoratore deve avere una considerevole capacità di organizzazione personale. Capacità che, purtroppo, non tutti hanno. Soprattutto chi é abituato a lavorare in ufficio con orari specifici e con il “capo” che ti controlla costantemente.

Riflettendo sui vantaggi e svantaggi del telelavoro e sulle qualità che il telelavoratore deve avere penso ai Consulenti di Evolution Travel.

Anche loro, come i telelavoratori, spesso svolgono a casa la loro attività e si scontrano con la necessità dell’autodisciplina. Autodisciplina che vuole da una parte l’imporsi di regole che permettono di limitare le distrazioni ma anche di non lavorare 24 ore su 24. Il telelavoro deve migliorare la qualità della vita e non peggiorarla!

 

Il Consulente e tutti i telelavoratori dovrebbero farsi alcune domande ed avere sempre ben chiare le relative risposte:

  • Per quale motivo lavorano da casa. Che motivazioni hanno alla base? Quali esigenze soddisfano in questo modo?
  • Quali qualità servono per lavorare da casa? Quali abilità hanno o quali non hanno e devono lavorare per coltivare?
  • Quali comportamenti sono utili e quali non sono utili? C’è chi tutte le mattine esce a fare colazione in bar prima di rientrare a casa e mettersi davanti alla scrivania.
  • Quale ambiente é più produttivo? come deve essere la stanza dove si lavora? Quale luce? Quale musica? Quali colori?
  • Quali distrazioni vanno evitate e quali ci si può concedere?

 

Infine i Consulenti di Evolution Travel hanno un plus aggiuntivo. Fanno parte di un Network e tramite il Web sono in contatto tra di loro. Si aiutano e si sostengono a volte, semplicemente con un saluto. Anche in queste “chat” é fondamentale l’autoregolamentazione ma i benefici sono indubbi. Quindi, trovate qualcuno con cui potervi relazionare e non isolatevi e non alienatevi soli nella vostra stanza.

 

Chi ha consigli da dare ai telelavoratori? :-)

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Dic 04 2007

Agente o consulente di viaggio?

Pubblicato da Vanna Masiero per Formazione, Lavoro

Con questo articolo parlo della figura dell’Agente di Viaggio o meglio della sua evoluzione in Consulente di Viaggio. Eh sì, perché, nell’era di Internet e del Web 2.0 sembra essere proprio questa la strada da perseguire da chi vuole interpretare nel modo giusto il suo ruolo nei prossimi anni.

Quando penso a questa figura di consulente, faccio qualche domanda agli operatori del settore, sia Agenti di Viaggio di agenzie tradizionali che ai nostri Promotori e chiedo: “…leggi molte riviste di settore?”. Alcuni mi rispondono di sì, altri invece che non ne hanno il tempo. Ok, allora chiedo “…consulti Internet leggendo siti o blog che parlano di turismo?” e la risposta è molto spesso “no, non ho mica tempo da perdere”. Di fronte a queste risposte mi sorge allora spontaneamente una considerazione; diventare “Consulenti di Viaggio” è una cosa sacrosanta e importante, che ci distingue dalla giungla di agenzie e network presenti sul mercato, ma che consulenza diamo al nostro cliente se non studiamo i cataloghi, se non leggiamo né riviste di settore né i siti specializzati in turismo?

E’ vero, è impossibile conoscere ogni destinazione e il tempo è poco per tutti, ed è vero anche che con la giusta organizzazione possiamo utilizzare al meglio le risorse e gli strumenti a nostra disposizione e magari compiere delle scelte come, per esempio, specializzarsi su una destinazione per volta. Sono convinta che abbiamo tra le mani una miniera d’oro che ci da la possibilità di diventare dei “Consulenti di Viaggio” con una marcia in più ed aprirci una strada nuova nel mondo del turismo. Grazie al web possiamo arricchire all’infinito le nostre conoscenze ed accrescere la nostra professionalità. E’ come fare un viaggio alla ricerca del sapere, fatto da chi ha scelto i viaggi come professione. ;-)

Questi sono alcuni siti che ritengo essere molto interessanti per il nostro settore:

http://www.traveledu.it/ La formazione per gli agenti di viaggio

http://www.turismo-attualita.it Settimanale di turismo, economia e spettacolo. Si trovano sempre degli articoli molto interessanti che parlano di destinazioni di viaggio.

Le riviste di settore:

http://www.ttgitalia.com

http://www.lagenziadiviaggi.it

http://www.guidaviaggi.it

http://www.travelnostop.com

E per finire non poteva mancare un blog:

http://www.travelblog.it

Buona lettura! E… vi aspetto numerosi con commenti e suggerimenti :-)

“La lettura è per la mente quel che l’esercizio è per il corpo.” (Joseph Addison)

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