Archive for the 'Web2.0' Category

Nov 28 2008

Evolution Travel e Facebook

Pubblicato da Claudio Brenna per Internet, Marketing, Web2.0

Facebook è sicuramente il fenomeno del momento ed è in continua crescita in Italia. Questo social network non si limita ad essere una rubrica di contatti o una community in senso stretto: è una vera e propria piazza virtuale dove si intersecano vita professionale e vita privata, dove nascono nuovi contatti e nuove relazioni.

Evolution Travel vista la rapida crescita del mezzo non si è di certo tirata indietro, anzi è entrata entusiasticamente in questo fantastico mezzo di comunicazione.

Visto questo bell’exploit abbiamo pensato di creare un gruppo aperto anche ai clienti e ai fornitori ! Cosa aspetti ad iscriverti?

Clicca qui: http://www.facebook.com/group.php?gid=30840457327

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Ott 17 2008

SMAU 2008 - Giorni 1 di 2

UPDATE del 21/10: Aggiunta il link alla presentazione del seminario “Enterprise 2.0″

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Oggi è il primo di due intensissimi giorni a Milano. Obiettivo? seguire tutti i workshop più interessanti proposti quest’anno allo SMAU!

Armato di tutto punto (notebook ed il mio nuovissimo iPod nano) prendo l’Eurostar Padova-Milano che, non si sa per quale magia tutta italiana, da Venezi a padova ha già accumulato 10 minuti di ritardo!

Fatalità della sorte ho viaggiato assieme a 2 giapponesi, chissà che hanno pensato, loro che hanno i treni che accumulano 3 minuti di ritardo in un anno intero :-)

Arrivo alla stazione di Milano, corsa in metropolitana super coordinata, tappa in albergo per lasciare armi e bagagli ed eccomi allo SMAU. Quest’anno collocato ai nuovi padiglioni di Fieramilanocity.

Il primo workshop della giornata si intitola Business Social Networking: capitalizzare ed attivare le risorse aziendali.

Si è parlato della reputazione online (ormai importantissima) si è parlato del fatto che non è più possibile essere irraggiungibili ed invisibili on-line. Inizialmente pensavo parlassero delle aziende. NO, parlavano delle persone che formalo l’azienda.

Al motto “voi siete quello che apparite”, che forse suona un po’ come “l’abito fa il monaco” ma che secondo me significa sei quello che dimostri di essere, se non sei di più signific che non dimostri di più, torniamo ifficialmente ed in pompa magna nell’era dell’apparire, ma forse in un modo un po’ più Sano. Voi che ne pensate? :-)

Purtroppo questo workshop non ha dissipato un mio grande dilemma. Businness Social Networking è “solo” la persona dell’azienda che si butta on-line su questi strument o si sono possibilità (o ha senso che ci siano possibilità) che sia l’azienda in quanto entità ad entrare a far parte dei social tetworking? O semplicemente rimane sempre valido il concetto di base che la relazione è tra le persone e non tra entità impalpabili e poco identificabili?

Accenni interessanti sono stati fatti sulle comunità di pratica, bene, e sul fatto che forse le aziende dovrebbero valutare anche la possibilità di creare i propri social network e non solo poplare in modo più o meno confuso quelli che sono “l’ultima moda”.

Inizia il prossimo workshop… see you later!

UPDATE delle 13:30

Ho seguito Enterprise Genereted Content: le imprese diventano editori. Sicuramente molto competenti sia Paolo Prestiniani che Paola Dubini, ma forse non sono riusciti molto ad arrivare al pubblico con la loro interessante presentazione.

Secondo uno studio ed un analisi fatta da loro non esiste più il concetto di Publischer (che può essere o il mondo Enterprise o il mondo delle Istituzioni) e separato il ruolo dell’utente che usufruisce dei contenuti. Osa sono tutti attori con ruoli intercambiabili che da una parte creano UGC (User Genereted Content) mentre dal’altra EGC (Enterprise Genereted Content).

Torna anche qui il concetto comune di una nuova era della comunicazione e sento citare nuovamente a pochi giorni di distanza il “Cluetrain manifesto” del 1999 con il suo primo punto : i mercati sono conversazioni. A questo concetto si collegano Paolo e Paola proseguendo “Se i mercati sono conversazioni allora le imprese sono storie”.

Le aziende che vogliono anche diventare editori devono avere:

- la capacità di trasformare un’idea cretiva in un prodotto o servizio informativo

- la dimensione dei cataloghi (meglio un grane pennello ed un pennello grande :P)

- l’importanza di un format

- la gestione di celebrities

- la gestione del ciclo di vita del contenuto
Emblematico l’esempio di Apple che prima ancora di far uscire un prodotto crea attorno ad esso: mistero, attesa, evento, il concetto di eroe, magia.

Mi ricorderò per molto tempo la domanda di Polo “Scommetto che molti di voi hanno un iPod, se vi chiedessi perché avete scelto un iPod piuttosto che un altro lettore MP3 che risposta qualitativa dareste?” Io, da “uomo tecnologico” l’uncia riposta che avevo era “l’ iPod è figo” :-)

Brava Apple ;-)

UPDATE delle 15:40

Rieccomi dopo l’Enterprise 2.0: verso una nuova organizzazione aperta, flessibile e sociale! Tenuto da Andrea Pesoli della School of Management del Politecnico di Milano.

Intervento impeccabile e con quell’impronta didattica che non fa mai male. Siamo daccordo che appena mette la presentazione su slideshare mi avvisa in modo da poterla linkare e rederla disponibile a tutti :-) W la condivisione dei contenuti!

“Ecco il link alla presentazione: http://www.slideshare.net/ingegnereatipico/enterprise-20-verso-una-nuova-organizzazione-aperta-flessibile-e-sociale-presentation

Partendo dall’elencare i trend organizzativi emergenti (mobilità, turnover, dispersione, temworking, networking, gestione per processi) ha ribadito più volte quanto sia fondamentale investire nelle tecnologie che permettono poi di attuare quelle soluzioni sociali che sono 2.0.

Anche qui due concetti chiave, uno è “che è diventato più importante il know-who rispetto al know-how” e l’altro è che “innovare significa saper coinvolgere sia i clienti che i partner”.

Per me fondamentale è stata la domanda post alla fine e che molti pochi fanno “Esiste veramente l’Enterprise 2.0?”, cioè esistono realtà dove si adottano solo soluzioni di condivisione etc etc? La risposta è no, il puntodi forse è un equilibrio tra il sistema entralitario dell’azienda classica e dell’adozione delle giuste soluzioni Web 2.0!

Intanto mi sono segnato un altro libro da leggere “The starfish and the spider”, voi l’avete già letto? :-)

UPDATE delle 18:25

Gli ultimi due eventi della giornata sono stati Dalla Business TV all’Enterprise Genereted Video e World Wide Web: nuove frontiere della comunicazione e del marketing.

Partiamo dal secondo; quello che ho da dire è: NULLA :-) Purtroppo mi aspettavo tutt’altro tipo di intervento. Eh si, le aspettative sono sempre una gran bella gatta da pelare :-) Diciamo che era molto molto molto molto introduttivo all’argomento.

L’altro workshop invece ci ha detto che il 20% degli americani guardano la Web TV e che, anche se timidamente, si torna a parlare di Mobile TV.

Inoltre le sei parole sacre per un video dedicato alla Web TV sono:

- semplicità

- concretezza

- inatteso

- emozione

- credibilità

- storie (sia attuali che potenziali)

SI, tutto bello, ma per utilizzare un po’ del punto 2, cioè la concretezza, quello che mi è arrivato è che la Business TV non è ancora matura e quindi, per quest’argomento, appuntamento all’anno prossimo con i ragazzi dell’osservatorio della Bocconi :-)

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Questo è l’ultimo (forse) update di oggi. A domani! :-)

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Ott 17 2008

Community Management - il Web 2.0 per la gestione della conoscenza all’interno delle organizzazioni

Questo libro nasce dalla convinzione che l’evoluzione del Web - quelo che oggi si chiama Web 2.0 - stia cambiando il funzionamento dei mercati e delle organizzazioni. Questa trasformazione apre grandi spazi di innovazione per tutti i processi strategici aziendali, e in particolare per la gestione della conoscenza e dei meccanismi di apprendimento. Si aprono nuove possibilità di sviluppo organizzativo che - per migliorare le performance, per diffondere l’apprendimento, per sostenere l’innovazione, per costruire appartenenza e motivazione - mettono in campo nuove modalità di intervento: informali, guidate dal basso, spontanee, contestuali.
Nelle reti di vendita, nei servizi di assistenza post venita, nella produzione, nel marketing e in tutte le aree aziendali la dimensione informale dell’organizzazione - comunità di pratica, social networking, comunità di circostanza, comunità di apprendimento - dimostra un ruolo crescente nella costruzione del risultato; di questa il management comincia ad occuparsi, rivedendo profondamente i modelli di leadership e di governo.
L’impulso è dato - oltre che dalla velocità del cambiamento e dal valore crescente del capitale umano nela competizione - dal fatto che i mercati e i contesti in cui le organizzazioni operano stanno funzionando come delle conversazioni e delle community di clienti. E tutto questo pone nuove sfide alla gestione dei saperi aziendali, ai sistemi manageriali, al marketing, alla formazione, alle corporate university.

Questo è il testo di quarta di copertina di un libro molto interessante che ho finito di leggere non molto tempo fa. Il questo libro si propone un metodo per sostenere una comunità di pratica al fine di aumentarne la vitalità e quindi le prospettive di durata ed efficacia.

Questo metodo propone un intervento socio-tecnico a sostegno delle comunità di pratica: da una parte si definiscono i sistemi che il Web 2.0 mette a disposizione per supportare la comunicazione e la memoria condivisa delle comunità, dall’altra si suggeriscono i ruoli che sostengono la circolazione della conoscenza all’interno della comunità.

Interessanti sono i tre esempi concreti, due imprese ed un’istituzione pubblica, tutti italiani.

Cosa sono le comunità di pratica?
In pratica sono gruppi di persone che interagiscono tra lorocon continuità per migliorare la propria conoscenza e la propria capacità professionale. Sono gruppi tenuti assieme dalla passione ed allo stesso tempo dal vantaggio che le persone ricavano, caratterizzati da relazioni paritarie e di supporto reciproco.

Molteplici sono gli spunti di riflessione che il offre ai lettori attenti. Ne consiglio la lettura? SI! :-)

Community Management

Community Management

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